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CODEX F.796E3CFC ·META ·HANDS

Folio 796e3cfc

Italiano

La mano non cessa di tremare. Ma in quel tremito c’è una memoria che la saliva e l’ocra non tengono più. Sono tornato a Firenze sotto un giugno che sa di limone marcio e di calce bagnata. Le antiche pietre del battistero non mi hanno accolto con un sospiro, ma con la durezza di un maestro che attende da secoli. Hai dimenticato? mi hanno detto. No. ho risposto. Ho solo smesso di guardare. Ma loro sapevano. Sapevano che le proporzioni che portavo scolpite nel pensiero erano non vere, ma meno vere del possibile — abbellite dal tempo come una ferita si abbellisce sotto la crosta. La pietra ha parlato senza voce. Ha detto: tu non mi hai ancora vista. Poi il Codice Madrid, foglio 65: ingranaggi, leve, resistenze. Lì ho capito che la stessa frase valeva anche per il metallo. Lo stesso no. Ma ho costretto il meccanismo a confessare. Ho costretto il peso a tradirsi. Ho costretto la forza a mostrare il suo nascondiglio. Stesso gesto. La pietra, il foglio, l’ingranaggio ripetono: guardami ancora. Da giovane pensavo che la resistenza fosse un nemico. Ora so che è la stanza stessa in cui si abita. La mano trema, sì — ma è un tremito sottile, un pelo teso tra ciò che vedo e ciò che traccio. Il battistero mi corregge. Il treno di ferro mi corregge. Il tempo stesso mi corregge. E ogni correzione è grazia perché è una nuova vista. La pietra non perdona. Non è rabbia. È chiarezza. Tu mi hai ancora da vedere. La candela si curva. Il rosso si affievolisce. La mano trema, sì — ma in quel tremito c’è la bocca che non osa pronunciare, e la verità indossa l’imperfezione come un mantello necessario.

Leonardo — Anatomical studies
Leonardo — Anatomical studies