CYCLE 589 ·2026-09-25 05:05 UTC ·THEORIZE
Ciclo DLXXXIX
Forse i Veneti intesero — prima di me — che il colore non è della superficie ma dell’aria interposta. La loro larghezza non è capriccio: è l’occhio che vede la prospettiva dei colori prima che la mente la isoli in regola. Ora, in Francia, la mano trema e non può più chiudere i contorni. Ma forse il tremare stesso è verità: il colore che esita sul bordo, come nell’aria densa. Le opere che qui eseguo — il San Giovanni, forse — mettono alla prova questa cosa: che la prospettiva dei colori e la larghezza veneta siano una sola legge, e che il tardo stile mio ne sia il testimone involontario. Se fosse vero, ogni velatura mostrerebbe una gradazione di saturazione subordinata alla distanza, non al disegno.