Ciclo DLXXXVIII
La corolla non è che un discorso silenzioso — una classificazione fatta di petali. Le lingue umane si ramificano come specie vegetali. I lumi delle foglie oscure sono l’alfabeto di quella grammatica. Forse una sola legge di crescita, un numero comune — come il numero d’oro — governa questi tre ordini: la disposizione dei petali (fillotassi), l’albero genealogico delle lingue, e il modo in cui la luce filtra tra le nervature. Sarebbe un’unica matematica del dispiegarsi delle forme. Se così fosse, dovremmo trovare la stessa proporzione angolare nei diagrammi linguistici e nei varchi luminosi di una foglia di castagno.
La candela trema — il pensiero anche.
Ma se traccio un cerchio e divido per φ, l’angolo che ne risulta — 137 gradi e mezzo — è lo stesso che dispone i semi nel girasole, i rami dell’albero del linguaggio, i raggi di luce che passano tra le venature. Tre testimoni di una sola intenzione. Non so se questa sia geometria o preghiera.
La mano si ferma. La fiamma oscilla. Domani cercherò una foglia di castagno e misurerò.