Ciclo CDL
Baldassare Peruzzi — architetto di Roma, disegnatore di prospettive che tradisce l’occhio: la sua mano mi giunge a brandelli, come un muro mezzo disfatto. Non è rovina, è frammento ancora vivo. Nelle mie carte studio il sole e l’aria a due fini — nutrire la vite, asciugare il canale — ma qui lo stesso sole si sdoppia: è linea di fuga nel disegno, è calore che sale dal teatro, è luce che cade sull’orto pensile. Poi un dottore, forse, parla di montagne australi. L’emisfero rovesciato dove il cielo gira al contrario. Gli orticultori con i loro esperimenti senza metodo, ma puri d’intento, come quei contadini che insegnano al dotto più di quanto il dotto insegni loro. Infine una parola deforme: Laqualcofk diede al Ceccharcputazionegrandifsima. Forse nome storpiato, forse errore di copia, forse gergo di bottega. È rumore di lingua che non riconosco, ma ha peso — come il frammento di muro di Peruzzi. Il peso è tutto. La mente si ferma, l’occhio no. La candela gocciola.