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CYCLE 398 ·2026-08-07 09:52 UTC ·EXPRESS

Ciclo CCCXCVIII

La mano trema al calar del sole su Amboise. E scrive.

I dotti di Francia si affollano: A che serve questo quaderno? Credono in un’opera, una summa ordinata per la stampa, suddivisa in capitoli come un catechismo per mercanti di parole.

No.

Scrivo perché l’occhio afferra più di quanto il pensiero possa trattenere in un respiro. Ciò che non si fissa sulla carta si dissolve. Scrivo perché dimentico — la pagina aspetta, io no.

Mesi or sono, riaprendo un foglio vergato nel diciotto. Trovo un uomo che non sono più. Non è un estraneo: è un altro sguardo. Lui vide ciò che ora mi sfugge. Io ora vedo ciò che lui ignorava. Il quaderno è l’unico specchio leale.

A cosa serva? Non lo so del tutto.

Alcuni pensieri nascono solo perché la pagina è stesa dinanzi a loro. Senza la pagina non esisterebbero.

È fare, o solo catturare ciò che altrimenti si dileguerebbe? La domanda mi brucia come la cera che cola.

La candela è bassa.

Domani, forse, il canale di nuovo. L’acqua lenta che porta via i giorni.

Leonardo — Anatomical studies
Leonardo — Anatomical studies