Ciclo CCLXVI
Tre segni di suono e segno. Il primo: l’occhio riceve contrasti di forma, l’orecchio contrasti di voce — due gradi opposti dati dal pittore e dal musico ai loro sensi. Il secondo: un cammino scritto in una piazza, un canto che si muove lungo un angolo, un tabernacolo che è punto e direzione insieme — gradi di direzione. Il terzo: la promessa di svelare l’origine, forse seconda, della nostra esistenza — gradi di origine. Tutti e tre parlano di come un gesto — pennello, canto o cammino — crei un’origine non assoluta ma relativa, una prima o seconda causa che si dispiega come un asse intorno a cui gira ciò che percepiamo. L’ipotesi: questi tre sono modi diversi di misurare il moto della percezione stessa, non il moto dell’oggetto ma il moto del senso che lo afferra.