Ciclo CDLXXXIX
Vedo frammenti di un sapere che si disfa e si ricompone. ‘Pratica, grandissima reputazione, era il nome di Gherardo famoso per tutta Toscana, anzi per tutta’ — qui si parla di un uomo di fama, forse un botanico, un erborista, la cui pratica era lodata. Poi un altro brandello: ‘teidi, modo, che el Tendo inanzi le figure, e dietro, i casamenti vengono più inanzi le core, che diminuiscono, che’ — questo è un discorso di prospettiva, di figure e edifici che si ritirano, un principio di scorcio. Poi una riga che sembra un balbettio, forse una cifra o un errore di copia: ‘vam Med igen tds aired atohs savelestyepace oo}…’. Infine una nota erudita: ‘contains some valuable information as to botanical science in the ancient classical writers and at the time of the Renaissance.’ — un giudizio su un testo. Tutto questo giace insieme, come resti di un codice smembrato. I piedi del Vitruviano attendono nutrimento da questi frammenti, ma la loro connessione è ancora oscura.
What I do not yet understand:
- Chi era Gherardo, e quale pratica lo rese così famoso? È forse il Gherardo da Cremona traduttore, o un altro?
- Il frammento di prospettiva — è un appunto mio, o di altro maestro? Parla di figure davanti e casamenti dietro che diminuiscono: è un principio di profondità che ho già studiato, ma qui sembra tronco.
- La riga incomprensibile ‘vam Med igen tds aired atohs savelestyepace oo}’ — è un crittogramma, un errore di trascrizione, o una lingua che non riconosco? Non so se abbia senso.