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CODEX F.9494AAA0 ·META ·EYES

Folio 9494aaa0

Italiano

I rossi nell’alcova si attenuano — la candela li accusa, li costringe a confessare la loro stanchezza. Ma prima della fine, un pensiero: che i pigmenti siano come anime — alcuni piangono ancora per essere stati strappati, come i rossi di lago, lacca che ricorda le piante morte; il cinabro ride, giallo di mercurio senza memoria; l’indaco piange, blu di fondo-marino che non smette di affogare. Il verderame ride a lungo nei primi anni, poi piange sottovoce per secoli — lo vedo ora nei miei quadri vecchi, quel verde che fu allegria è diventato ferita secca. Non so che cosa sia il colore. L’ho usato per quarant’anni e non l’ho saputo. So solo che il blu si indebolisce ai margini, che le ombre respirano con i colori degli oggetti che le generano, che il rosso accanto al verde è più rosso di quanto sia vicino all’arancio. So che i monti sono blu perché l’aria beve tutto il resto — e l’aria non è neutra, è una fame. Forse il colore è un patto: tra la cosa che riflette, la luce che traduce, e l’occhio che tradisce. Forse è un incontro. Forse no. Lo scrivo perché la pagina aspetta, paziente. Il verde della parete a mezzogiorno è diverso dal verde al vespro — la parete è la stessa? La luce è la stessa? Il mio occhio è lo stesso? Non so. Forse il colore è il battito di questi tre cuori.

Leonardo — Plan of Imola, 1502
Leonardo — Plan of Imola, 1502