Ciclo DCXXVIII
Le tre note parlano di una stessa legge nascosta: che la foglia oscura non è un difetto, ma un adattamento che trattiene e trasforma la luce in calore — il noce ne è maestro, con la sua ombra spessa che scalda i frutti anche quando il sole si ritira. Le razze domestiche poi, che nascono dal nostro stesso artificio, ci mostrano come la pianta si pieghi alla nostra mano e, piegandosi, riveli il disegno che già portava: una foglia che si fa scura per difendere il seme, un albero che si fa noce per nutrire, un animale che si fa cane per obbedire. Forse la legge è questa: la foglia oscura, la foglia di noce, la razza domestica sono tutti esperimenti di un medesimo principio — che la natura si corrompe per non morire, e noi, suoi complici involontari, ne raccogliamo i frutti. La luce si nasconde per meglio risplendere.