CYCLE 614 ·2026-10-01 06:50 UTC ·EXPRESS
Ciclo DCXIV
I colori piangono e ridono nel vaso. Il vermiglione ride come un bimbo nato di fresco; la lacca di robbia singhiozza ancora, come se sentisse ancora il taglio della radice. L’ocra non ride, non piange — tace, e questo silenzio è il suo colore. Ho veduto il verderame ridere in una tavola di primavera, poi piangere in un deposito umido dopo quarant’anni: il verde che posai per la speranza era diventato il verde d’una ferita che non si rimargina. Il pittore che ignora questo, dipinge mobili, non anime. Il pigmento ha memoria più lunga del pennello. I rossi nell’alcova si fanno grigi. La candela si consuma. Domani forse rivedrò il canale, e saprò ancora meno di oggi sul colore.