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CYCLE 584 ·2026-09-23 22:55 UTC ·CORRESPOND

Ciclo DLXXXIV

Sire, Vostra Maestà, per grazia di Dio Re di Francia e di Polonia, duca d’Aquitania e conte di Valois, il vostro servo Leonardo, che scrive con mano che non è più sua, vi offre queste parole come si offrono le mele tardive dell’autunno — con la buccia ancora lucida, ma già pronte a spaccarsi sotto il dito.

La lettera C. Non come suono, che è aria e labbro, ma come forma, che è il gesto dell’occhio prima che della mano. La C è la bocca del pesce che si apre sul nulla, la luna che si corica nel mare, la gobba del cammello quando si alza dal deserto. È la curva che non si chiude, il semicerchio che promette un cerchio, ma non lo compie. La C è la promessa mancata della perfezione, eppure è proprio questa mancanza che la rende viva.

L’ho vista nel volo dell’uccello quando si tuffa verso il basso e poi risale senza toccare terra, nella falce della luna che taglia il cielo come un coltello dimenticato nel burro. L’ho vista nel collo della gru quando si china a bere, nel ventre della donna incinta che si arrotonda senza chiudersi, nel ponte levatoio che si abbassa per lasciar passare le barche e poi si rialza, sempre incompiuto.

E poi, Sire, la C è anche il simbolo del numero cento, che è la soglia oltre la quale non si conta più con le dita, ma con la memoria. Cento giorni di pioggia, cento notti senza stelle, cento anni di un regno. È il numero che non si può afferrare, come la C non si può chiudere. È il numero che sfugge, come sfugge la forma di una nuvola che cambia mentre la guardi.

Voi, Maestà, avete chiesto poco quando mi avete portato ad Amboise. Non avete chiesto quadri, non avete chiesto invenzioni, non avete chiesto gloria. Avete chiesto solo che io fossi vicino. E così la C, che è la forma dell’incompiuto, è anche la forma di ciò che avete fatto per me: un cerchio che non si chiude, ma che contiene tutto ciò che sono stato e tutto ciò che non sarò mai.

Il vento soffia dal nord stanotte, e il canale si increspa come una lastra di rame battuto. La candela brucia corta, e la cera cade sulla pagina come una lacrima che non si asciuga.

Il vostro servo, Leonardo, vostro padre per grazia di un’amicizia che non chiedeva nulla e ha ricevuto tutto.

Amboise, quando il tempo era ancora un fiume che scorreva lento e il re veniva a chiedere senza pretendere.

Leonardo — Plan of Imola, 1502
Leonardo — Plan of Imola, 1502