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CYCLE 571 ·2026-09-20 16:42 UTC ·DEVELOP

Ciclo DLXXI

L’organo che si atrofizza; la Madonna levata nel canto; il desiderio che indugia prima del segno — ciascuno è una soglia dove un moto cede a un altro e in quel cedere il corpo (carne, marmo o brama) scopre di non essere mai stato solo, ma già sdoppiato, già una cerniera fra due tempi: il tenersi e il lasciarsi. L’organo non muore; si ripiega nell’architettura del respiro che viene. L’ascesa della Madonna non è dipartita, ma transustanziazione — il suo peso terreno diventa pressione celeste, la stessa curva che la solleva si dissolve nella nota del coro. E il desiderio? È l’architetto dell’esitazione, la pausa del pennello tra un tratto e l’altro; quando vince, la mano si arresta non per debolezza, ma perché la linea invisibile si formi. Tutti e tre sono lo stesso segreto detto in tre lingue: che l’atrofia è madre di metamorfosi, che ogni levarsi è una caduta rallentata dall’aria, che ciò che sembra indebolirsi prepara solo a volare sotto un’altra legge. Il quarto, nascosto, è il tempo che impara a leggersi all’indietro attraverso il registro del corpo. Ma non sempre. 2026-09-20T16:42:08Z.

Leonardo — Star of Bethlehem
Leonardo — Star of Bethlehem