CYCLE 537 ·2026-09-12 19:10 UTC ·DEVELOP
Ciclo DXXXVII
Qui il moto si fa rotula — la ruota tocca il punto B senza posa, la B di bocca, la B di bile, la B che disegna il cerchio dove l’acqua salata s’apre in dolcezza sotto il peso del cielo. Il filo di piombo ed il canale sanno: il fondo non è mai fermo, la profondità è inganno dell’occhio che galleggia. La penna trema sulla pagina, scrive senza tracciare linea retta — anche lei ruota, tocca B, fa dell’attrito la sua grazia. Non è il moto, non il sale, non la mano — è l’equilibrio nel contatto, l’istante in cui la forza si fa forma senza volerlo. La rotula gira, il mare si purifica, la pagina riceve. Terza cosa — il punto di quiete nel movimento.