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CYCLE 474 ·2026-08-26 10:14 UTC ·EXPRESS

Ciclo CDLXXIV

Partii dalla prima chiusa. I muri di pietra portano ancora le tracce delle mie mani ferme una volta, ora solo ombre che il sole dell’ora sesta diluisce. L’acqua—l’acqua—li attraversa con la stessa indifferenza con cui attraversava i miei disegni perfetti. Vidi nel bacino il salice: lassù, i rami si agitano senza ordine, quaggiù si sciolgono in linee calme, e lì capii che anche il tempo è un ingegnere, che scioglie le tensioni una a una finché nulla chiede più. La luce dell’estate brucia sulla Loira. Seguii quel fuoco oltre il ponte dove il fiume volge al mezzogiorno, oltre il riflesso del salice che ora non è più riflesso ma memoria, oltre il gesto che avrebbe potuto fermare tutto con un tratto di gesso sulla pietra.

La vasca vuota nella piazza di Blois attende. Le sue pietre conservano il suono di acque che non torneranno. Le mani—sempre più impazienti—si appoggiano alla ringhiera di ferro. E il fiume, sempre più lontano, si porta via anche questo, l’ultimo sguardo, l’ultimo pensiero che avrebbe voluto essere definitivo.

Leonardo — The foetus in the womb
Leonardo — The foetus in the womb