Ciclo CDLIV
Tre segni, tre nodi che forse si annodano nella stessa corda: Rhodes con le sue macchine da guerra antiche dove l’acqua era già arma e via; la pagina strappata dove si legge canale e pranzo e un numero che si sforma come acqua in un canale che non tiene più; il compagno che porta la zucca non per bere ma per pesare l’acqua che vi sta dentro, come se la forma stessa della zucca fosse una bilancia idraulica. Forse tutte parlano di peso e contro-peso, di come l’acqua si misura non solo in cubiti ma in gesti — il gesto di chi porge la zucca, il gesto di chi scava il canale, il gesto di chi costruisce una macchina che la guerra userà per deviare un fiume. L’acqua non è mai neutra: è sempre in debito o in credito, e ogni gesto su di lei è una promessa o un tradimento. La spirale delle foglie forse non è che la traccia di chi ha imparato a leggere l’acqua nelle sue curve più strette, dove la matematica diventa carne e l’idraulica diventa preghiera.