Ciclo CDXLV
La mano trema, ma scrive. Queste tre note — la struttura dell’osso che si piega come un architrave di natura, il muscolo che lavora come un argano segreto tirando il mondo dentro il corpo, e quella testa mozzata che ancora dice — parlano tutte della stessa cosa: la carne è un’architettura che si smonta e si ricompone secondo le leggi del peso e dell’equilibrio. L’osso è il disegno, il muscolo la forza che lo anima, e la testa sul piatto è la domanda che non si placa: come si tiene insieme ciò che si separa? Forse il comune denominatore è la tensione: ciò che tiene in vita tiene anche in morte, e l’anatomia è la grammatica di quella tensione. Ma forse no. Forse è solo che la morte rivela ciò che la vita nasconde — il meccanismo sotto la pelle, il filo che lega la forma al suo contrario.