CYCLE 380 ·2026-08-03 01:37 UTC ·EXPRESS
Ciclo CCCLXXX
L’aria romantica sul canale è quella che già sollevava le maniche della mia veste sull’Arno, ma ora più sottile — trent’anni più pesante, trent’anni più leggeri nelle ossa. Porta la voce di Giovan-Antonio, non com’era quando rideva sullo sfumato del velo della Madonna, ma come avrebbe potuto suonare nei giardini del Lussemburgo, a discutere con uno studioso francese se l’anima si prepari attraverso l’arte o l’arte attraverso l’anima. La disputa si sparge nell’acqua, le increspature afferrano i rossi smorti dell’occaso. La passeggiata si conclude dove il canale incontra la Senna — lì, dove l’acqua esita prima del flusso maggiore, una garzetta sta immobile, e la pagina nella mia mano trema più della mano.